Continuando ad indagare sui diversi ambiti in cui il vino viene ampliamente utilizzato, non può sfuggirci la cucina. Una tipica prerogativa dell’antica cucina in area mediterranea, prevalentemente romana e greca, infatti, era l’utilizzo del vino nella gastronomia, tradizione che si ritrova attualmente soprattutto in alcuni piatti tipici regionali o in ricette particolarmente elaborate. Oggi il vino si usa nelle cosidette “marinate” in sostituzione dell’aceto: si tratta di tenere a bagno, per un certo periodo di tempo, variabile da ricetta a ricetta, la carne o il pesce insieme con erbe aromatiche e spezie. Ottimo è poi l’impiego del vino nelle “salse”: all’agrodolce, alla genovese, alla cacciatora, alla diavola, al marsala, al vino bianco o rosso, al sugo di carne o nel fumetto del pesce. Piccole dosi di vino speciale, che emanano un aroma immediato, si usano nei “brodi ristretti” e nei “consommes” (marsala secco, porto, malaga, madera). La selvaggina e la cacciagione richiedono espressamente il vino rosso (brasati e stufati, per esempio) spesso i vini aromatici si usano nelle insalate in sostituzione dell’aceto. Il vino lega ottimamente anche con la frutta: pesche, fragole, ribes, lamponi,… e con i dolci: paste frolle, impasti per fritture, cannoli siciliani. Insomma il vino come elemento essenziale della nostra cucina, capace di accompagnare i pasti ma anche di contribuire alla buona riuscita nella preparazione delle pietanze.
Il vino in cucina
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