Il Pranzo di Pasqua

Cammino di Santiago di Compostela - Foto Giuseppe Guerriero
Cammino di Santiago di Compostela – Foto Giuseppe Guerriero

Oggi è Pasqua e tra due ore arriva la cara Luise a farmi visita. Si trattiene per il pranzo pasquale…sai com’è “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. Luise ha deciso di passarla con me, la cara compagna di viaggio, anzi del viaggio più importante della nostra vita: il Cammino di Santiago. Ma sono raffreddata e ho la febbre, non mi sento affatto bene. Non ho l’energia per cucinare nulla. Come fare? Cosa mi invento per rendere “gustoso” l’abbraccio di una delle donne più importanti della mia vita?
Ci incontrammo la quarta settimana di pellegrinaggio, sulla Via Tolosana, ad Auch, la capitale storica della Guascogna. Ah la Guascogna! Le sue strade sono state costruite sui sentieri battuti dai pellegrini per raggiungere la tomba di San Giacomo: la tomba di quel che è stato e la culla di quel che sarà. Un pellegrinaggio per il cambiamento. Un cammino verso la rinascita. Così come il pasto sacro della Pasqua suggella la rinascita della primavera, la capacità di risorgere dopo la buia secchezza dell’inverno. Ho trovato! Ecco l’idea del mio pranzo: un semplice ma elegante convivio per ricordare la nostra trasformazione, la nostra rinascita. Una Colomba Mediterranea Fiasconaro e un bicchiere di Bas Armagnac astuccio Veuve Goudoulin.

Nelle conchiglie che ci siamo portate sorseggeremo i ricordi di uno dei momenti più duri del Cammino: la Guascogna, patria dell’eroico moschettiere D’Artagnan e della più antica acquavite di vino del mondo: l’Aygue ardente, l’acqua ardente o Armagnac. Il tonico che, anticamente, si usava per vivacizzare l’ingegno e l’allegria. Come secoli fa, anche noi fummo rimesse in piedi da questo succo corroborante e lenitivo della fatica. Seguimmo i consigli di un vecchio guascone che ci raccontò di quando gli ospedali curavano i debilitati pellegrini con l’Armagnac e le taverne lo vendevano ai viandanti per sostenerli nella fatica del viaggio. Così al primo sorso del corroborante distillanto, come un turbine che dallo stomaco si allarga a tutte le membra, ecco la forza tornare, la grinta farsi avanti e l’entusiasmo irrompere nella nostra voglia di continuare!

Fuori da ogni programma, io e Luise decidemmo di fare una piccola deviazione per conoscere meglio questo elisir dell’energia. Visitammo la Maison Veuve Goudoulin a Courrensan in Bas Armagnac. Una delle più raffinate case produttrici dell’antica acquavite. Dal 1935 crea Armagnac distillando dei migliori vini bianchi della regione, grazie all’utilizzo dell’alambicco “armagnacais” (che ha la particolarità di funzionare in continuo, producendo distillati molto fini e pieni di aromi) e a metodi artigianali e tradizionali. Il riposo prolungato nelle botti di rovere dona a questi armagnac il loro bel colore aranciato/ambrato, insieme al particolare gusto di “antico”, caratteristico dei buoni Armagnac. Fu proprio qui che feci spedire un Bas Armagnac astuccio Veuve Goudoulin al mio indirizzo, in attesa di una grande occasione per scartarlo e degustarlo ancora. Ed ecco arrivato il giorno speciale: la Pasqua con la mia compagna di Cammino!

Prima mangeremo la Colomba Mediterranea Fiasconaro, artigianale fatta al forno con canditi d’ananas e albicocca ricoperta di glassa e pistacchi di Bronte… tanto per ricordare anche la mia amata Sicilia. Poi, con grande sorpresa di Luise, potremo risorseggiare l’energia e la forza che abbiamo conquistato lungo il Cammino, quell’acqua ardente che si chiama Armagnac: un’eterno ritorno al rifiorire della primavera. Una Pasqua distillata lungo l’intera vita!