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Vini

Vino, arte e poesia…

Foto di Francesco Rossini
Foto di Francesco Rossini

Nel corso dei secoli, da quando il vino ha cominciato concretamente ad entrare nella quotidianità, iniziano anche le prime citazioni di autori e poeti che ne esaltano le qualità. Da Erodoto ad Euripide, da Aristofane a Tito Lucrezio Caro, fino ad arrivare a Cecco Angiolieri, Shakespeare o Schopenauer, il vino resta protagonista indiscusso di alcuni riferimenti scritti.

Abbiamo già sottolineato come il vino sia una bevanda dalle antiche origini ma che se ne trovasse traccia anche nelle sacre scritture è davvero una bella scoperta!

Si parla del vino, infatti, anche nella Bibbia; in particolare nel libro della Genesi: dopo il diluvio, Noè “che era agricoltore, principio’ a lavorare la terra e a piantare la vigna”. Dal frutto della vite Noè  ne trasse il vino e, ubriacatosi, si addormento nella sua tenda. Sempre a Noè si attribuisce il merito di aver ripopolato la terra di viti dopo il diluvio.

Se poi si volessero rispolverare i poemi omerici, non torna difficile ricordare come Omero parli del vino nel famoso passo dell’Odissea, quando Ulisse offre a Polifemo lo squisito vino di Ismaros “scuro e dolce”.

Insomma il vino come fonte di ispirazione per autori e poeti di tutti i tempi.

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Prodotti Tipici

Il Peperone Crusco

Peperone Crusco Foto Archivio di Arminia Picardi
Peperone Crusco Foto Archivio di Arminia Picardi

Uno dei prodotti di particolare pregio della Lucania é  sicuramente il peperone crusco,  ossia tocchetti di peperone secco fritto in olio extravergine di oliva. La storia dei peperoni cruschi é  una storia antica: tradizionalmente i peperoni freschi, dolci e poveri di acqua, venivano lasciati asciugare su teli in luoghi aereati e asciutti e poi infilzati in fili di cotone per poter essere essiccati al sole caldo delle estati lucane. Dopo una veloce scottatura in olio extravergine d’oliva, ecco croccanti e friabili peperoni pronti per essere gustati o da servire con altre prelibatezze: patate, baccalà o gnocchi e mollica fritta. Il termine “crusco” sta ad indicare, appunto, la particolare croccantezza che il peperone deve mantenere dopo il processo di essiccazione. La Compagnia del Cavatappi offre il prodotto della Masseria Mirogallo; Azienda ubicata all’interno del Parco delle chiese rupestri di Matera. L’azienda  da una attenzione particolare alla genuinità dei propri prodotti e alla cura nelle fasi di lavorazione. Unici conservanti utilizzati: aceto e sale.

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Vino, un po’ di storia

Foto archivio di Arminia Picardi
Foto archivio di Arminia Picardi

Si dice che il vino nasca con l’uomo, ma in realtà la pianta della vite è molto più antica, come testimonia un fossile di Vitis vinifera ritrovato nei pressi di Arezzo e risalente ad oltre 2 milioni di anni fa.
L’uso del vino come bevanda è sicuramente di età più tarda e, probabilmente, derivante dalla fermentazione occidentale dell’uva.
Anche sulla derivazione della parola “vino” ci sono almeno due versioni differenti: alcuni sostengono che derivi dal sanscrito “vena”, termine che riporta all’etimologia del verbo “amare”. Non a caso dalla stessa radice deriva anche Venus (Venere); altri studiosi sostengono invece la versione di Cicerone che attribuisce al termine “vino” una derivazione latina: “vir” (uomo) e “vis” (forza).
L’origine della vinificazione si fa risalire all’era caucasica per poi essere rapidamente diffusa nella zona della Mesopotamia, in Egitto e alle coste nel mediterraneo.
Non va dimenticato, poi, che il vino oltre ad essere una bevanda di piacere, è  stato largamente utilizzato come farmaco: per oltre 2000 anni è  stato l’unico antisettico usato come disinfettante.
Molti, da Cicerone a Galeno, ne esaltavano le virtù benefiche.
Furono i Greci che contribuirono alla diffusione del vino presso i Romani, i quali ne promossero il consumo su larga scala.
Dopo la caduta dell’impero romano, fu la Chiesa che ne promosse la diffusione e la coltivazione e a tal proposito sono da considerare di fondamentale importanza le abbazie e i suoi monaci che promossero nuove tecniche di coltivazione. Giungiamo poi al ‘700, quando si introducono innovazioni per quanto riguarda l’ imbottigliamento con tappo di sughero, vengono studiati lieviti e zolfo, vengono sperimentati i torchi.
Siamo così giunti ai giorni nostri, dove il problema non è  solo produrre ottimi vini ma difenderne la qualità e la genuinità dalle adulterazioni e sofisticazioni.