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Donna Lisa – Salice Salentino

Uno dei luoghi che tradizionalmente accostiamo alla produzione vinicola di alto pregio è la Puglia. In queste terre, infatti, la tradizione legata al vino risale a tempi lontani e, nel tempo, non ha mai disatteso le aspettative. Tra le aziende di maggior prestigio e di antica fondazione, vi è senza dubbio la Leone de Castris, fondata nel 1665 nel piccolo centro di Salice Salentino. La cantina inizia la sua proficua attività nel 1925 e già nel 1943, nasce il prodotto di maggior fama dell’azienda: il Five Roses, primo vino rosato di Italia ad essere imbottigliato e commercializzato. Con il tempo e con l’esperienza,  l’azienda cresce ed accresce le proprie competenze. Riconoscimenti prestigiosi vengono attribuiti all’intera gamma di prodotti sia al livello nazionale che internazionale. Si producono vini rossi, bianchi e rosati ma anche spumanti, grappa e acquavite. Particolare interessante è poi la presenza di un museo del vino in azienda che propone un percorso affascinante attraverso la storia del vino in Puglia.

Il negroamaro, di cui si compone per il 90% il Donna Lisa, tinge il bicchiere di un rubino fitto. I profumi evocano spezie e delicati aromi tostati, ben disposti su una fitta trama fruttata di amarena e confettura di prugne. Le note dell’invecchiamento si percepiscono come tabacco da pipa e pepe nero. Il finale è  una lunga e piacevole sensazione di frutta e mandorla.

Temperatura ottimale per questo vino è di 18 gradi e gli abbinamenti consigliati sono: ragù di cinghiale, secondi di selvaggina, carni rosse alla griglia, formaggi stagionati.

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Buon vecchio vino

Anche il vino ha il suo ciclo vitale: nasce, cresce, matura, invecchia e muore. Bisigna perciò scegliere il momento giusto per gustarlo.

Dopo la fermentazione,  il mosto diventa vino; la fermentazione è un processo biochimico che ha sempre affascinato l’umanità,  tanto che gli antichi pensavano ad un misterioso intervento divino. In effetti, si tratta della scomposizione dello zucchero contenuto nell’uva in alcol, anidride carbonica e altre sostanze ad opera dei saccaromiceti, microrganismi che agiscono da “lievito”. Il processo di fermentazione è analogo per tutti i vini, ma essendo diverse le uve, le condizioni climatiche, i tipi di terreno e di coltivazione, è  evidente che si avranno tipi diversi di vini ciascuno con proprie caratteristiche.

I vini bianchi, in genere, hanno vita corta e perdono le loro caratteristiche peculiari entro due anni (solo eccezionalmente consentono lunghi invecchiamenti). I rosati hanno una vita leggermente più lunga, ma la loro fragranza, il loro gusto delicato, il loro aroma, si colgono quando sono giovani. I rossi invece, sono molto variabili; alcuni non consentono l’invecchiamento oltre l’anno,  la maggior parte raggiungono la maturità dopo tre anni, pochi dopo dieci – dodici anni; rari quelli che consentono un lungo invecchiamento.  Questa la regola generale, ma ci sono vini che migliorano nel tempo e che necessitano di un periodo obbligatorio di invecchiamento, altri che vanno bevuti subito dopo la fermentazione e che si definiscono, per l’appunto,  di “pronta beva”.

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Brunello di Montalcino

Sicuramente uno dei vini toscani di maggior fama, il brunello di Montalcino viene prodotto e imbottigliato nel territorio di Montalcino per l’appunto. I terreni sono caratterizzati da condizioni estremamente mutevoli: si passa, infatti, da terreni argillosi, ricchi di calcare ad ampie zone tufacee. Il vitigno dal quale si estrae il Brunello di Montalcino é il cosidetto Sangiovese Grosso, chiamato appunto Brunello, per il colore maŕcatamente intenso degli acini. Le prime produzioni di questo nettare squisito, si ebbero nella prima meta dell’Ottocento ma fu solo intorno alla meta del Novecento che cominció da acquistare la fame di cui gode ancora oggi essendo classificato come vino DOCG. La tenuta San Polo, una delle migliori nella produzione del brunello di Montalcino,  si estende in località Podernovi, a sud di Montalcino. Il panorama che si gode da questa posizione privilegiata lascia sicuramente senza fiato: sono i paesaggi toscani che dominano il belvedere, quegli stessi paesaggi che tanto hanno ispirato artisti di ogni tempo.. forme e colori come in un’opera d’arte.

Tratti distintivi del Brunello di Montalcino sono sicuramente il colore rosso rubino limpido e luminoso, con sfumature tendenti al granato. Il linguaggio olfattivo conquista con una successione di profumi ampia e complessa: frutta rossa, note complesse di terra bagnata, sottobosco e tabacco. Al palato il vino risulta pieno e avvolgente, segnato da sensazioni armoniche di calore e morbidezza. La temperatura ottima per questo vino è di 18 gradi.  Si accompagna ottimamente con carni rosse e selvaggina e pecorino stagionato di Pienza.