Sapori e Suoni del centro storico Napoletano

Sapori e Suoni del centro storico Napoletano
Sapori e Suoni del centro storico Napoletano

Avete presente Napoli, ma soprattutto avete presente il centro storico di Napoli? Se non ci siete stati allora vi consiglio di perdervi un giovedì sera, tra i vicarielli della città. Il centro storico di Napoli, scoppia di vita, tra musicisti e artisti di strada a qualsiasi ora.  Un po’ più in là, in Via Paladino, incontro dei giovani ragazzi, molto simpatici e gli chiedo dove stanno andando, uno dei tre mi indica con la mano, un’insegna “Antica Spaghetteria Francesco”, mi dice di seguirlo perché c’è musica dal vivo. Arriviamo e ci sono almeno 500 ragazzi tra dentro e fuori, che non importandosi della temperatura canticchiano, ballano e si innamorano. Entro dentro e mi fermo al bancone, e chiedo una Birra, la  ragazza al banco con fare gentile mi dice “Vuoi assaggiare una birra artigianale?” e io sorridendogli ho detto si. Sorseggiando la birra, di origine campana prodotta in un birrificio alle pendici del Vesuvio, mi avvicino ai musicisti che seduti su una sediolina, cantano e intrattengono il pubblico. La Birra è finita e mi riavvicino al bancone e chiedo un bicchiere di vino, un aglianico mi va benissimo, anche dei cantuccini da unire a questo buon bicchiere. Mi giro attorno e chiedo un po’ di informazioni ai ragazzi, e mi dicono che ogni giovedì c’è questa atmosfera, ogni giovedì si riuniscono, mangiano e bevono e ascoltano musica live. Sono tutti contenti, molti dicono finalmente un sano divertimento a poco prezzo. Resto tutta la sera, conosco tante persone, tra cui gli organizzatori dei live, Paolo DeMarco e tutto lo staff di Rassegna artistica Mutarte, mi invitano a unirmi a loro, altro bicchiere di vino e mi confidano tutto il loro entusiasmo per questo locale, i proprietari si sono affidati a loro che vivono intensamente il centro storico, sia da universitari che da bravi organizzatori di eventi, non è di certo facile, è un grosso impegno ma sono tanto bravi quanto caparbi. E allora In bocca al lupo ragazzi, mi sono davvero divertita e il Vino la prossima volta lo offro io.

Cosa Regalare a San Valentino 2015: Un vino è per Sempre

Foto archivio di Mariano Schettini
Foto archivio di Mariano Schettini

A San Valentino un Vino è per Sempre.

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Come ogni anno, è arrivata la festa degli innamorati. E come ogni anno si ripropone il dramma di decidere cosa regalare a San Valentino. Per non tradire l’originaria celebrazione dell’amor cortese, lo scambio del cuore innamorato verso l’oggetto d’amore deve essere contemporaneamente una dolce sorpresa e un indelebile messaggio.

Come indovinare cosa regale a San Valentino può essere lo scambio di qualcosa di universale ma personalizzabile, che piaccia a tutti ma faccia impazzire qualcuno in particolare. L’unico dono che ha un carattere e un gusto identificabili, ma che può riprendere anche aspetti del nostro partner, è l’afrodisiaco succo d’uva. Il vino.

Bene, se è il nettare degli Dèi quello che vuoi offrire all’esuberanza e alla passionalità della tua donna, alla domanda “cosa regalo a San Valentino alla mia ragazza?”, può essere un Vino Dioniso 2009 Eleano. La sua freschezza non inficia il carattere deciso e la scorrevolezza di un vino intensamente profumato e fruttato.

Se la tua giornata dedicata all’amore la condividi con una donna già matura che, come le ciliegie, è al massimo del suo pigmento cromatico, cosa regalare alla moglie per San Valentino non può essere altro che Vino Terre Cerase 2013 Rocca dei Leoni Villa Matilde. Un gusto morbido e pieno, da consumare sposato con mozzarella di bufala campana e pizza. Color ciliegia brillante, con note dominanti di marasca unite a sentori di frutti a bacca rossa e nera.

Dopo aver soddisfatto le carnose labbra femminili, pensiamo anche ai maschietti.
Consumatori più cerebrali del sanguigno nettare.

Devi soddisfare un uomo difficile, che raramente si palesa quale è, che ha delle profondità vertiginose nelle quali ami perderti? L’enigma di cosa regalare al proprio ragazzo trova naturale soluzione in un prestigioso Vino Pinéro 2006 Ca’ del Bosco.
Il Pinot Nero è croce e delizia di tutti i grandi viticultori del mondo; vitigno difficile, riesce soltanto in poche aree e non in tutte le annate. Il colore è rosso rubino, profondo. II profumo è estremamente complesso: intrigante e fruttato, con punte di piacere speziato. Un vino delizioso, di sostenuto tenore alcolico ma di insostenibile eleganza.

E poi ci sono gli uomini che invecchiano bene, quelli che più imbiancano e più affascinano. Se sei la fortunata moglie di un’annata speciale, ecco cosa regalare per San Valentino a tuo marito: una bottiglia di Bas Armagnac Millesimé 1967 Single de Samalens. Solo vini selezionati dalla regione del Bas Armagnac, a fine distillazione, verso la fine di Gennaio, l’Armagnac viene messo nei fusti di quercia guascona, con doghe essiccate per 4 o 5 anni. Durante i primi anni, questi fusti sono alloggiati in granai, sotto i tetti, dove il calore è più forte d’estate e dove fa più freddo d’inverno. Poi nel modo e nelle misure dell’invecchiamento, vengono spostati dove la temperatura è più stabile. Perché per ogni tempo c’è il suo spazio.
Infine viene il giorno in cui il Bas Armagnac al gusto, al naso, al colore, è degno di affrontare il palato di coloro che hanno regalato i propri giorni alla conoscenza di una vita. La tua.
Dopo aver individuato quale vino è quello giusto per omaggiare la vera essenza della persona amata, non dimenticare di impreziosirlo con questa eterna verità:

“La vita è troppo breve
per bere vini mediocri”
Johann Wolfgang von Goethe

Sembrava casa ma ero in Irpinia

Aglianico del Vulture DOC Dioniso
Aglianico del Vulture DOC Dioniso

Fuori il diluvio. E’ domenica e come ogni domenica il pranzo è l’occasione per rivedere amici e parenti. Dopo un giro di telefonate, si parte. La musica in macchina era un presagio della zona scelta, in macchina si ascoltava e cantava Pino Daniele, e la strada ci porta in Irpina, per scendere nello specifico a Baiano.
Attorno a noi, un verde che spiccava tra la nebbia, è inverno e queste montagne così simili alla mia Lucania, sono bellissime. Leggiamo che stasera Enzo Avitabile suona da queste parti, quindi restiamo in zona, ad un certo punto lo sguardo viene rubato da una folla assurda davanti un insegna “Ristorante Quagliarella”, e da buona forchetta che sono, sò che dove c’è folla c’è Vino ottimo e mangiare perfetto. Entriamo e ci sediamo, il cameriere ci spiega che con una cifra di soli 30 euro a persona possiamo mangiare tutto ciò che vogliamo e riordinare quante volte vogliamo tutto il cibo che più c’è piaciuto. I nostri occhi cominciano a brillare, anche se una voce fuori dal coro dice: “Ma dai siamo a Dieta”, la guardiamo e visto che la prima bottiglia di Vino, un Aglianico Doc è arrivata Brindiamo.
Il cameriere molto simpatico, ad ogni portata ci spiega la tipicità del piatto, si inizia con una serie di antipasti della casa, tipici del sud, ma il meglio arriva con i ravioli con il tartufo Lucano. Allora avete presente quando è tutto perfetto? amici, il camino acceso, un buonissimo Aglianico, il tuo piatto preferito per di più della tua terra? beh è proprio quel momento lì. E’ proprio il momento che può succedere di tutto, ma stai benissimo così. Consiglio a tutti un posto cosi’ accogliente e unico, poi l’Irpinia è cosi’ vicina alla mia Basilicata che tutto è così unicamente familiare.